Invento una fiaba

12 giu
C’era una volta nel villaggio di Dandrio, in Svizzera, un ragazzo che nel giorno di Pasqua ebbe in dono uno strano uovo. Questo ovale di cioccolato fondente era incartato da una vivace carta colorata, legata con un nastrino rosso fiammeggiante e conteneva probabilmente una sorpresa. Il ragazzo aprì con una foga la carta che divenne in mezzo secondo un mucchietto di coriandoli, spaccò l’uovo che sprizzava odore stuzzicante di cioccolata, aprì e…scena muta. C’era una bambolina di pezza, con delle trecce di paglia, una gonnellina con le bretelle di toppe variopinte e aveva un sorriso stampato sul bel visino;  due bottoncini celesti creavano gli “espressivi” occhietti.
Il bambino rimase deluso del regalo, non era quel che pensava. Passavano i giorni e il piccolo giocava con la sua bambola che chiamò Alice:  guardavano insieme cartoni animati, leggevano bei libri, mangiavano e addirittura dormivano abbracciati.
Tutti gli abitanti del villaggio osservavano ogni giorno come il ragazzo si dava grande impregno per quella bambolina che non era il suo giocattolo preferito.
Intanto, nel regno delle bambole, la regina Bambola non accettava che questo ragazzo giocasse con un giocattolo che non fosse destinato a lui. Mandava convocazioni ed interviste alle bambole delle ragazze di Dandrio, faceva confrontare le opinioni che aumentavano sull’idea che potesse giocare anche il ragazzo con una bambola di pezza.
Un mattino, Alice prese il treno delle otto, orario in cui il ragazzo non potesse vederla, e si recò presso la Corte di Bambolonia nello stato Paese delle Meraviglie.
La vittima della vicenda era stata chiamata a corte dalla regina Bambola.
– Ti sembra giusto giocare con un bambino invece che con una bambina?
– Be’,niente c’è da dire maestà, anche se non è una bambina, lui mi vuole bene. Esigo di non essere mandata via da questo ragazzo.
– Tu non capisci, ragionerai meglio nelle prigioni, portatela via, mie guardie!
Alice rimaneva giorni e giorni nella prigione e sopravviveva a cotone e detersivo, pensando al suo amato ragazzo che stava soffrendo per la sua mancanza.
Nella notte, comparve in sogno alla regina una miride di bambole che le dicevano:
– Lasciala andare, Alice merita quel ragazzo e quel ragazzo merita Alice, dalle una possibilità, lasciala andare,vai,che aspetti,vaiii!!!!!
La regina sobbalzò dal timore. Il mattino seguente fece liberare Alice che sprizzava gioia da tutti i fori non cuciti possibili. Tornò segretamente sulla finestra del ragazzo e vissero per sempre… felici e contenti!
     
    Luigi Reale
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